Chi siamo

Nato nel 1867, in pieno periodo Belle Epoque, situato in Galleria Vittorio Emanuele II, il Savini ha avuto e ancora ha per la città lo stesso valore del Duomo e della Scala. Dalla nascita, divenne subito il locale più elegante di Milano, salotto di personaggi importanti, letterati e giornalisti: G. Verdi, G. Puccini, P.Mascagni, A. Toscanini, E. Duse e Sacha Guitry, A. Boito, G. D’Annunzio, G. Verga, Mosè Bianchi, L.Capuana, e Filippo Tommaso Marinetti che proprio al Savini lasciò il Manifesto del Movimento Futurista, pubblicato nel 1909 su Le Figaro.

“La passione per la perfezione arriva sempre troppo tardi, a volte, per certe imprese non bastano cento anni, ma si manifesta sempre come passione per la poesia. In questo locale ho incontrato quella della cucina”. E. Montale, poeta

E ancora Maria Callas, a Luchino Visconti, Charlie Chaplin, Ranieri e Grace di Monaco, Erich Maria Remarque, Lana Turner, Jean Gabin, Frank Sinatra, Ava Gardner, Carla Fracci, Henry Ford, Peppino de Filippo e il grande Antonio De Curtis, in arte Totò.

“Non ho mangiato mai così bene”. C. Chaplin, attore e regista

Nel 2008, il Savini venne rilevato dalla Famiglia Gatto che ne ridefinì gli spazi, separando il caffè bistrot dal Ristorante, che si trova ancora oggi al primo piano.

Ancora oggi, chi siede al Ristorante Savini può respirare il fascino e l’eleganza di un tempo, sentendosi protagonista della storia immortale di un locale che oggi accoglie ospiti da tutto il mondo, ed è un brand riconosciuto e ricercato.

Il Savini è Milano come lo sono la Galleria e la Scala”. Carlo Castellaneta, scrittore

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